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DVR: cos'è, a cosa serve, chi lo redige e quando è obbligatorio

Aggiornamento: 3 mar

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è uno degli strumenti principali per garantire la sicurezza sul lavoro, obbligatorio per legge in tutte le realtà aziendali con almeno un dipendente. La sua corretta gestione e aggiornamento è fondamentale non solo per rispettare le normative, ma anche per proteggere la salute dei lavoratori e prevenire incidenti o infortuni. 


In questo articolo a cura di Rs Ravenna, approfondiremo ogni aspetto legato al DVR: dal suo significato e contenuto fino a chi lo redige, dove deve essere custodito e in quali casi è obbligatorio.


Cos'è il DVR e a cosa serve?

Il DVR, acronimo di Documento di Valutazione dei Rischi, è definito dall’articolo 28 del Decreto Legislativo 81/08, conosciuto anche come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Si tratta di un documento obbligatorio che ogni datore di lavoro deve redigere per analizzare i rischi presenti nell’ambiente lavorativo


Il suo scopo principale è identificare le situazioni potenzialmente pericolose e stabilire misure di prevenzione e protezione volte a ridurre o eliminare i rischi stessi. La valutazione dei rischi comprende non solo quelli fisici, come l’esposizione a macchinari, sostanze pericolose o condizioni climatiche avverse, ma anche quelli legati a fattori psicosociali, ergonomici e organizzativi. Ad esempio, lo stress lavoro-correlato è una delle minacce emergenti che deve essere considerata nel DVR.


Redigere il DVR è quindi un passaggio cruciale per costruire una cultura della sicurezza aziendale. Un documento ben strutturato aiuta a ridurre il rischio di incidenti, garantendo ai lavoratori condizioni operative più sicure. Inoltre, la mancanza del DVR o la sua non corretta gestione può portare a pesanti sanzioni amministrative e penali per il datore di lavoro.


Cosa contiene il DVR?

Il contenuto del DVR è disciplinato dalla normativa vigente, che stabilisce elementi minimi indispensabili affinché la valutazione dei rischi sia completa ed efficace. Vediamo nel dettaglio cosa deve includere.


Anagrafica aziendale

Il DVR deve riportare i dati identificativi dell’azienda, compresi la ragione sociale, la sede legale, le unità operative coinvolte e l’attività economica svolta. Questo consente di contestualizzare la valutazione dei rischi rispetto al settore specifico.


Descrizione del ciclo produttivo

Ogni fase lavorativa viene analizzata per individuare le attività potenzialmente rischiose. Questo passaggio è fondamentale per comprendere come e quando i pericoli si manifestano nel contesto operativo.


H3 | Identificazione delle mansioni lavorative

Il documento deve elencare le mansioni svolte dai lavoratori, associando a ciascuna di esse i relativi rischi specifici. Per esempio, chi lavora in un cantiere edile sarà esposto a rischi diversi rispetto a chi opera in un ufficio amministrativo.


Individuazione di rischi e misure di prevenzione

Questa sezione rappresenta il cuore del DVR. Qui vengono elencati i rischi identificati, sia quelli generali (es. rischio incendio, rischio elettrico) che quelli specifici (es. esposizione a sostanze chimiche, utilizzo di attrezzature pericolose). Per ogni rischio, il documento specifica le misure preventive adottate o da adottare.


Valutazione dei rischi residui

Anche dopo l’attuazione delle misure di prevenzione, alcuni rischi possono rimanere. È quindi necessario monitorarli e definire ulteriori interventi migliorativi.


Programmazione degli interventi 

Il DVR deve includere un piano di interventi per il miglioramento continuo della sicurezza, con indicazione delle tempistiche, delle risorse necessarie e delle figure responsabili.


La completezza e la precisione di questi contenuti sono essenziali affinché il documento sia efficace e rispetti i requisiti normativi.



Chi redige il DVR?

La responsabilità della redazione del DVR aziendale è a carico del datore di lavoro, che non può delegare questo compito a terzi. Tuttavia, la legge prevede il coinvolgimento di alcune figure chiave per supportare il datore di lavoro durante la valutazione dei rischi. 


Queste figure sono:

  • Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): questa figura, interna o esterna all’azienda, fornisce consulenza tecnica per individuare i rischi e definire le misure di sicurezza più adeguate;

  • Il Medico Competente (MC): il medico valuta i rischi sanitari e definisce il protocollo di sorveglianza sanitaria, stabilendo ad esempio la necessità di visite mediche periodiche per i lavoratori esposti a determinati pericoli;

  • Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): l’RLS rappresenta i lavoratori in materia di sicurezza e ha il diritto di essere consultato preventivamente sulla redazione del DVR.


Questa collaborazione è fondamentale per garantire un’analisi accurata e condivisa dei rischi, promuovendo una gestione partecipativa della sicurezza aziendale.


Dove deve essere custodito il DVR?

Il DVR deve essere custodito all’interno dell’azienda, in un luogo sicuro e facilmente accessibile per le figure responsabili della sicurezza. È importante che il documento sia sempre aggiornato e consultabile in caso di ispezioni da parte degli organi di controllo, come l’Ispettorato del Lavoro o l’ASL.


Può essere conservato sia in formato cartaceo che digitale, a condizione che siano garantiti l’integrità, la riservatezza e l’autenticità delle informazioni. Inoltre, il DVR deve avere data certa, cioè una registrazione ufficiale che ne attesti la redazione in una data specifica. Questo requisito è essenziale per evitare contestazioni in caso di verifiche.


DVR: quando è obbligatorio?

La redazione del DVR è sicurezza obbligatoria per tutte le aziende che impiegano almeno un lavoratore, indipendentemente dal settore di attività. Sono escluse dall’obbligo solo alcune categorie, come i lavoratori autonomi e le imprese familiari senza dipendenti.


Il documento deve essere predisposto entro 90 giorni dall’avvio dell’attività e aggiornato ogni volta che si verificano cambiamenti significativi, come:

  • Modifiche nel ciclo produttivo o nell’organizzazione del lavoro;

  • Introduzione di nuove attrezzature o sostanze pericolose;

  • Incidenti o infortuni gravi che richiedono una revisione delle misure di sicurezza.


Un DVR aggiornato è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alla normativa.


Conclusione

Il Documento di Valutazione dei Rischi rappresenta uno strumento essenziale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Per le aziende, redigere e aggiornare correttamente il DVR non significa solo rispettare la legge, ma anche promuovere una cultura della prevenzione e migliorare le condizioni di lavoro. 


Se sei interessato a verificare la sicurezza nella tua azienda o hai bisogno di supporto nella redazione del DVR, sappi che puoi affidarti al servizio di check-up aziendale messo a disposizione da Rs Ravenna. 

 
 
 

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